Intel guarda oltre i processori
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Intel guarda oltre i processori


 

Paul Otellini CEO Intel Sandy Bridge

A San Francisco è iniziato l'Intel Developer Forum 2010, aperto dal Ceo Paul Otellini e dalla presentazione della nuova architettura per i processori, denominata Sandy Bridge.

Intel utilizzerà quindi il processo costruttivo a 32 nanometri, già adottato per le CPU attuali, per produrre processori basati su un'architettura nuova, realizzando così una nuova fase di tock all'interno della strategia tick-tock dell'azienda, come annunciato lo scorso aprile.

Sandy Bridge, che succede alle architettura Nehalem e Westmere, sarà la base sia per le CPU destinate ai notebook che per quelle destinate ai PC desktop, e costituirà sostanzialmente la seconda generazione dei processori Core; è probabile che, alla fine, il marchio commerciale Core sarà mantenuto.

Dal punto di vista tecnico, Sandy Bridge integra nel processore il controller della memoria e la GPU e adotta un'architettura che Intel definisce "ad anello": in questo modo CPU e GPU possono condividere le risorse come la cache per aumentare le prestazioni offrendo comunque una buona efficienza energeteica.

I nuovi processori adotteranno la tecnologia Intel AVX (Advanced Vector Extensions) e un nuovo set di istruzioni a 256 bit che migliorerà l'esecuzione delle applicazioni che richiedono calcoli in virgola mobile (come l'editing di video e foto).

Sarà poi presente la tecnologia Turbo Boost che gestisce dinamicamente l'assegnazione delle risorse ai core del processore, ottimizzando prestazioni e consumi, aumentando la potenza di calcolo quando necessario.

Le prime CPU Sandy Bridge, in versione dual core e quad core, necessiteranno di schede madri con socket LGA 1155 e arriveranno all'inizio del 2011; i prezzi non sono stati ancora rivelati.

Gli interessi di Intel vanno però ben oltre le CPU per i PC: il CEO Paul Otellini, aprendo l'IDF, ha spiegato come l'azienda si prepari a "trasferire in altri mercati la sua lunga esperienza nell'informatica".

L'annuncio non sorprende più di tanto, se si considerano le recenti acquisizioni di McAfee e della divisione wireless di Infineon come un segno del desiderio di Intel di allargare i propri orizzonti.

Otellini ha parlato di "computing pervasivo", intendendo con questa espressioni la creazione di tutta una serie di dispositivi "intelligenti" di cui l'attuale e variegato panorama mobile è solo il primo esempio.

Intel cercherà dunque di infilare la propria presenza in ognuno di questi dispositivi del prossimo futuro: "l'informatica" - ha dichiarato Otellini - "è diventata una parte indispensabile della nostra vita quotidiana" e non è più limitata al Personal Computer da appoggiare sulla scrivania.

Prepariamoci dunque a trovare chip marchiati Intel all'interno di dispositivi in cui la presenza dell'azienda di Santa Clara oggi è minima: dai telefonini alle strumentazioni delle automobili, dovunque ci sia possibilità di computing ci sarà anche il logo bianco e azzurro.

Intel è conscia di dover cambiare per seguire i cambiamenti del mercato e la nascita di nuovi settori; ben presto non sarà più soltanto un'azienda che produce CPU.




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